domenica 21 dicembre 2008

runrunrun

frettafrettafretta
per strada tante sagome uguali che corrono,sfrecciano chissà dove.tanto uguali quanto diverse.
i miei ultimi dodici mesi son passati così,freneticamente.se non mi fermassi a fare mente locale ogni tanto non mi renderei nemmeno conto di tutto quello che mi sta capitando. quest'evoluzione non accenna a fermarsi,va avanti apparentemente senza fine.
questi sono stati mesi carichi di emozioni di ogni genere,carichi di esperienza nuove,carichi di un po' di tutto.e sono stati i mesi più belli della mia vita a dir la verità.grazie.

e domani si riparte per l'ennesima volta,le mie vacanze sono ancora più frenetiche della vita quotidiana.almeno questa volta il viaggio non durerà undici ore,si spera.

giovedì 4 dicembre 2008

amerò chiunque mi regali altro tempo entro pochi secondi.
tempo a sufficenza per leggere quasi due libri e studiare storia e inglese.
avrei bisogno di una giornata di 48 ore a volte
e come se non bastasse ho pure la guida.perfetto.

domenica 9 novembre 2008







Il seguente segnale indica:

- che si può svoltare soltanto a sinistra

VERO

..imprecazioni di vario genere..

Si può essere più dementi?Non credo.




Chiederti sempre dove sei ,ti può smarrire.
Dove si va da qui?

sabato 25 ottobre 2008

i need another coffee


momenti di ordinaria follia.
momenti in cui mi ritrovo un po'...

e poi alzo le spalle e me ne fotto di tutto.

lunedì 20 ottobre 2008

whereareyou?!

piove
e io con te sotto la pioggia ci starei per ore anche senza l'ombrello.


eh,dove sei?



meno undici.

mercoledì 15 ottobre 2008

che poi,improvvisamente...

...non accade niente.

è come se,non so,più del solito non avessi voglia di fare niente.

sto andando lentamente in coma e prima o poi di colpo...boom...

buio.

e cosa fare a quel punto?


Quando arriva il 31 ottobre?
tic,tac,tic,tac,tic,tac,tic,tac,tic,tac.
(non sono un fanatico di halloween sia ben chiaro)

venerdì 10 ottobre 2008






Where there is a will,
there is a way.

domenica 5 ottobre 2008

è soltanto

una di quelle giornate di ottobre dove senti il freddo invernale entrarti nelle ossa.
una di quelle giornate di ottobre in cui si gira per casa con addosso la felpona invernale e lo scaldacollo.una di quelle giornate di ottobre in cui una doccia cancella i pochi segni rimasti dell'abbronzatura estiva. una di quelle giornate di ottobre dove alla radio passano canzoni che anni fa ti piacevano e ti fanno ricordare l'infelice periodo delle scuole medie;così facendo finta di niente ti accendi una sigaretta,spegni la radio e torni al tuo tanto amato Thom Yorke pensando che alla fine è soltanto una di quelle giornate di ottobre,una qualsiasi. Una domenica oltretutto,bella giornata di merda.

domenica 28 settembre 2008

made in china.




True love waits.

venerdì 12 settembre 2008

Ho delle nuove mutande viola.

E lunedì ricomincia la scuola;
e inizio pure ad andare a scuola guida finalmente.
La pacchia è finita.




"Terrible sense of impotence;
Terrible sense of jealousy.
And I can't do anything at the moment."

giovedì 4 settembre 2008

esame di riparazione.

Per la serie: Sfigati.

Tommy: "se mi chiede Sant'Agostino lo ammazzo,non so proprio di cosa parli."
Io: "Idem."

...Pochi minuti dopo...

Ciccio:"Bene Tommaso,vediamo un po' Sant'Agostino"

...Panico...

Tommy: "emh si...(altro panico)...blablablà"
Ciccio: "Ok puoi andare,blablablà."
Ciccio: "Stefano allora,riprendiamo il discorso di Sant'Agostino riguardo il rapporto fede ragione"

...Terrore & bestemmie...

Io: *discorso inventato*

Poi domande su Galileo e Kant.

Promosso! :)
Come l'ho vista brutta non avete idea.

lunedì 1 settembre 2008

E tu, dove vai a ballare?

"...Ti porto sempre nel cuore quando vado via.
E subito penso che potrei morire senza te.
E subito penso che potrei morire anche con te..."

sabato 30 agosto 2008

domenica 29 giugno 2008

ritorno inatteso.


Eggià,chi l'avrebbe mai detto.
Il mio ego appassionato di grafica è tornato ed è ancora abbastanza in forma a dirla tutta.
SheD è tornato,dopo mesi e mesi di pausa.
Mi toccherà anche cambiare la descrizione nel profilo,tsk.
http://shedart.deviantart.com/
http://shedart.deviantart.com/
http://shedart.deviantart.com/
http://shedart.deviantart.com/
http://shedart.deviantart.com/
http://shedart.deviantart.com/
http://shedart.deviantart.com/
http://shedart.deviantart.com/
http://shedart.deviantart.com/

venerdì 27 giugno 2008

meeting people is easy

If u have been rejected many times in ur life,then one more rejection isn't going to make much difference.
If u're rejected don't automatically assume it's ur fault.
The other person may have several reasons for not doing what u're asking her to do: none of it may have anything to do with u.
Perhaps the person is busy or not feeling well or genuinely interested in spending time with u.
Rejections are part of everyday life.
Don't let them bother you.
Keep reaching out the others.
When you begin to receive positive responses then u're on the right track.
It's all a matter of numbers.
Count the positive responses and forget about the rejections.

martedì 24 giugno 2008

ho la pressione bassa dell'anima.

"No ma non lo prendere come un dispetto,lo facciamo per il tuo bene."

Affanculo il mio bene.
Lo so solo io quali sono le cose che mi fanno bene,loro no.
Tanto non mi ascoltano.
E stiamo a morire di caldo in città allora,checazzodevofare.

lunedì 23 giugno 2008

scatterbrain


Thom Yorke è un uomo difficile da definire. Come il contrasto tra il suo occhio leggermente assopito e l’altro ben aperto, c’è un conflitto nella sua personalità. Un lato si scruta all’interno, l’altro guarda fuori per cercare le risposte al mondo esterno.

THOM: Ma insomma, tu non ti fai mai una risata?
THOM: Quando qualcuno mi mette un microfono davanti, divento serio, perché voglio espellere questi rumori dalla mia testa. A casa ho un senso dell’umorismo molto puerile ed ingenuo. Le persone che mi fanno ridere di più sono Jonny e Ed: ci conosciamo dall’età di 15 anni, come potremmo non metterci in ridicolo l’un l’altro? E’ come quando sei un bambino, nessuna differenza.
THOM: Questa è una citazione, ma secondo me ti calza a pennello: “La storia dei nostri tempi ricorda quei personaggi di Walt Disney che corrono all’impazzata fino all’orlo dello strapiombo, senza vederlo. La forza dell’immaginazione li tiene sospesi a mezz’aria, ma appena guardano in basso e vedono dove si trovano, cadono”.
THOM: Mi chiedi se sto guardando giù? Non credo. Capisco il paragone, però, la storia del cartone animato e l’espressione sul viso quando si guarda in basso. Suppongo si tratti della sospensione dovuta allo scetticismo, e che vuoi chiedermi “Cosa stai facendo?”. Posso capirlo, ma è meglio che lavorare come pubblicitario, come voleva mio padre. E forse sto guardando in basso, ma non cado.
THOM: Ma altra gente nella tua posizione lo fa. Perché tu dovresti essere differente?
THOM: Non dico che io sia affatto differente. Mi preoccupo solo di perdere tutto questo, anzi, spendo gran parte di ogni maledetto giorno preoccupandomi di perderlo. Ho anche dovuto smettere di dire parolacce, perché una donna mi ha scritto dicendomi che ama la mia musica, ma ha 50 anni, e non le piace che dica parolacce! (ride).
THOM: Davvero? Interessante. E’ veramente interessante che ti preoccupi di questo. E’ un po’ patetico, no? Carino con tutti, sempre sorridente, strette di mano, preoccupato delle spreco nelle confezioni dei prodotti, che qualcuno ti entri in casa mentre dormi, di non rispondere alle lettere dei fans, di cosa dire alla gente importante o sul palco al tuo pubblico. Sei buono solo a preoccuparti, spendi metà della tua vita a farlo. Dovresti finalmente liberarti di tutto questo, goderti la vita, succhiarla. Tutte queste persone che ti apprezzano, è quello che hai sempre desiderato.
THOM: Non sapevo cosa volevo. Credo che nessuno lo sappia. Abbiamo fatto uno show a Los Angeles, un programma radiofonico natalizio. Pensavamo che lo avremmo odiato, ma ci andammo, e tutti i presenti, come Lenny Kravitz e gli Oasis, ci parlavano e ci dicevano “Hey, sai che mi piace molto quella canzone” o qualcosa del genere, e noi “Ehm, grazie molte!”. Ed era come essere alla tua festa di compleanno, dove non conosci nessuno, ma tutti sanno che è la tua festa. La cosa però andò un po’ fuori controllo, perché tutta la gente presente – tranne alcuni come Lenny e gli Oasis, che rispettiamo – era lì solo per farsi vedere, e qualcuno mi ha detto che molti di loro erano pieni di coca, e paranoici. In particolare, una ex-celebrità di cui non faccio il nome, era pronta a prendermi a pugni e mi impartì una lezione su come comportarmi con lui, perché venne da me e mi disse: “Hey amico, mi piaci veramente, l’album è grande, sai? Vorremmo fare musica come la tua”, ma io parlavo con qualcun altro, ignorandolo e pensando “Non mi impressioni”. Non che volessi fare il difficile, è solo che non mi andava di parlare con un’altra persona solo perché è una celebrità, un’ex-celebrità, nel suo caso. Mi dispiace, ma non sono abituato ad andare a questi fottuti party e parlare con altra gente famosa.
Quella volta lo feci per amore degli altri ragazzi della band, e mi sono fatto violenza, non ho aperto bocca per tutta la serata. E c’era questa famosa modella, e l’ho snobbata, perché a quel punto stavo veramente uscendo di testa. Ma non avrei potuto parlarle comunque, non ero in grado di comunicare se non con chi conoscevo veramente. Credo che l’interesse per questi personaggi sia oramai svanito, ma devo aver fatto la figura del bambino imbronciato che ha avuto una gran festa di compleanno ma non ha ricevuto il regalo che desiderava, e qualcuno avrebbe dovuto prenderlo a schiaffi. E quel tizio infatti era pronto a farlo.
THOM: OK, una domanda scontata. Perché volevi diventare famoso, allora?
THOM: Perché volevo incontrare i R.E.M ed Elvis Costello (ride) ed ora l’ho fatto. In realtà abbiamo cominciato a registrare nastri quando eravamo molto giovani. Prima io da solo, quindi con Jonny, ed infine con gli altri. E li suonavamo alla gente, e a loro piacevano, se li portavano a casa e li ascoltavano davvero, e questo era ciò che mi piaceva. Oppure ero ad una festa, e qualcuno mi dava una chitarra e cantavo una canzone. Questo quando avevamo 15 o 16 anni, ed era la prima volta che trovavo qualcosa che mi piacesse veramente: suppongo che mi piacesse attirare l’attenzione, così volevo essere famoso. Volevo l’attenzione. Che c’è di sbagliato? Ma c’è anche qualcos’altro di seriamente dannoso, nel gioco.
THOM: Non mi hai risposto alla domanda. Hai detto “Volevo essere amato”. Ma non è la sola vera fottuta ragione, no?
THOM: No, infatti. Ehm…altre ragioni per essere famosi…credo che questo argomento sia maledettamente noioso. Non c’è motivo di continuare, davvero. La mia risposta preferita è “Perché così sempre più gente può conoscere quello che suoniamo”, ma sarei bugiardo, e gli altri membri della band concorderebbero. Il fatto è che quando cominciammo, eravamo così naif, e credo che lo siamo ancora, ma mentre prima cercavo di nasconderlo, ora ne sono orgoglioso, perché la cosa più offensiva riguardo al music business o i media in generale è il livello di cinismo, e il fatto che si creda di poter mettere in giro la peggiore merda trita e ritrita senza cuore sicuri che la gente la comprerà. E la gente la compra, così io ho torto, e loro ragione. Per finire, quando mi deprimo per questo, gli altri mi tirano sempre su. E non succede solo a me…voglio dire, sto facendo questa
intervista da solo perché credo sia una buona idea, perché non sono così abile a confrontarmi quotidianamente con la stampa, come molti altri nella mia posizione, perché diventano molto gelosi dell’immagine che la gente può farsi di loro.
Io non ci tengo così tanto, ma sono permaloso a proposito della roba offensiva che la gente scrive, e me la prendo per i titoli come quello dell’articolo del NME “Thom’s Temper Tantum” (“L’attacco d’ira di Thom”). E’ successo un po’ di tempo fa, prima di Natale. Secondo loro, ho avuto un raptus in Germania, e ho lasciato il palco senza che nessuno capisse cosa stava succedendo, e tutti erano infuriati, ed il pubblico voleva indietro i soldi. L’articolo diceva questo, ed era roba di seconda o terza mano. Quello che è successo veramente quella notte, è che ero stato molto, molto male per un periodo e non sapevo se ero in grado o meno di farcela. Diventa molto difficile capirlo, durante un tour, perché arrivi ad un punto in cui devi per forza tirare avanti. Non importa quanto sei malato, devi comunque andare sul palco, e questo dopo un po’ ti fotte la testa sicuramente. Quando provai al soundcheck mi preoccupai veramente, perché non potevo cantare nulla. E quando venne lo show, la gente aveva guidato centinaia di miglia per vederci, nevicava, e la neve era profonda tre o quattro piedi, e pensai: “Non posso in alcun modo tirarmi indietro, questa gente ha viaggiato così a lungo”. Così salii sul palco, pensando che in fondo sarebbe andata bene, ma dopo tre pezzi persi completamente la voce, gracchiavo, e uscii fottutamente di testa. Ho un ricordo appannato, e non so bene cosa successe. Lanciai quel che avevo attorno, l’amplificatore, la batteria e finii con la faccia e le cose sporche di sangue. In seguito piansi per un paio d’ore. Voglio che la gente sappia cosa è successo quella notte. Sono sicuro che a nessuno importi un cazzo, e che al NME non importi un cazzo, ma ciò che hanno scritto in quel pezzo mi ha ferito più di qualsiasi altra cosa chiunque abbia scritto su di me.
THOM: Credo che tu abbia detto abbastanza riguardo alle stronzate a cui tieni. Pare che tu sia un laureato alla scuola di manipolazione dei media di Sinead O’Connor…non credi sia ora di crescere un po’? Battere i tuoi piccoli piedi è piuttosto ridicolo in queste circostanze, non credi?
THOM: Credo che abbia molto a che fare con l’espressione della mia faccia. La gente nasce con certe facce, come mio padre, che è nato con una faccia che la gente prenderebbe a schiaffi (ride). Batto i piedi per la frustrazione, è vero, ma non lo faccio più così spesso ora, perché credo abbiamo più controllo su quello che succede.
THOM: Credi che la gente che leggerà interpreterà questa tua frustrazione come vittimismo?
THOM: Credo che la sola ragione per cui sono in grado di pensarla così è che siamo stati fuori dal giro per lungo tempo, ed io sono stato a casa abbastanza a lungo per vedere molte cose per quello che sono. Quello che mi preoccupa di più è il fatto che la gente mi guardi e pensi che io sia tutto ciò su cui si focalizzano. Che la gente mi guardi e creda di vedere una competa esistenza. Quello che mi fotte la testa è che in fondo si aspettino da me che io interpreti questo tipo di pop star, che vedano un’esistenza del tipo: “wow, questo fottuto bastardo fortunato, ha avuto tutto dalla vita”. Ciò che mi spaventa è l’idea che quello che i Radiohead fanno sia impacchettato e spedito alla gente in forma di intrattenimento, per essere suonato nell’autoradio quando si va al lavoro. Non è il motivo per cui ho iniziato, ma in fondo dovrei solo farla finita di lamentarmi, perché è musica pop e niente di più. Ma mi sono avvicinato alla musica perché pensavo ingenuamente che la musica pop fosse rimasta l’unica forma d’arte vitale rimasta, perché il mondo dell’arte è guidato da poche privilegiate persone, è corrotto e sterile. Credevo che l’industria della musica pop fosse differente, ma avevo maledettamente torto. Sono stato alla cerimonia dei British Awards, ed ho visto che dovunque è la stessa cosa: un sacco di donne preoccupate del loro vestito da cocktail ed altrettanti uomini con cravatte nere che in fondo non volevano essere lì, ma dovevano. Ero anch’io lì, e stavamo tutti interpretando la stessa parte. Tutti i miei artisti preferiti sembrano non essere mai coinvolti nell’industria, ed io mi ci sono trovato coinvolto, così ho provato vergogna ad essere lì.
THOM: Ho l’impressione che tu stia girando in una spirale che va a stringersi progressivamente.
THOM: Sì, sono d’accordo. Non se se qualcun altro stia provando questa sensazione, Quando cammini per la strada e catturi il tuo riflesso su qualcosa, il finestrino di un’auto o una vetrina, vedi la tua faccia e pensi: “Chi è quello?”. Capisci, “Quello non sono io, non rappresenta chi sono io”. E credo di aver scoperto di recente qual è il problema, ed è la sensazione di trovarsi essenzialmente in una stanza piena di specchi. Puoi frantumare ciascuna immagine riflessa, ma in fondo è tutto vano, perché sei in trappola, e ti ci sei cacciato da solo. Mi sono infine reso conto che il fottuto problema è in effetti proprio il preoccuparsi di questo. E’ il fatto di dire: “No, questo sono io, non quello!”, ed essere geloso di ciò che sei, perché ora ho capito che tutti cambiamo continuamente. Credo che la cosa più dannosa per un essere umano sia sentire di doversi comportare in un certo modo perché altra gente se lo aspetta da te, o sentire di dover pensare in un certo modo, perché così succede che la tua mente si metta a girare a spirale. Mi sono veramente spaventato l’altro giorno, perché stavo parlando a Jonny mentre eravamo in studio di quando una mattina mi sono svegliato scoprendo che durante la notte, in un sogno o qualcosa di simile, la mia mente stava girando in tondo, come in una trappola. Come se stesse girando, girando e rigirando in tondo. Erano come quattro o cinque parole che ruotavano attorno nella mia testa e la cosa è andata avanti per circa un’ora, e non potevo fermarla. E Jonny disse di aver provato la stessa cosa. Era andato in Israele con sua moglie dopo un tour ed era appena uscito dalla vasca da bagno, prendendo un asciugamano. Quindi, appena posato l’asciugamano sul pavimento, rimase in piedi completamente terrorizzato per mezz’ora, perché c’erano così tanti posti diversi su cui posare l’asciugamano. Rimase paralizzato e veramente, veramente impaurito, perché la sua mente si era intrappolata, e non riusciva a sbloccarsi. Così mi spavento per la mia mente che gira a spirale, ma penso sia solo perché sono costantemente consapevole della mia immagine riflessa, e sento che è una cosa nociva. E mi dispiace per chiunque cominci effettivamente a credere al proprio riflesso, perché a me è successo. Che coglione!
THOM: Beh, credo che ti stia veramente comportando con poca onestà. Credo tu sia uno stronzetto come ogni altro ragazzino narcisista in una pop band. Il tuo particolare ruolo nella vita è quello dell’artista torturato, una maschera che francamente si sta già rivelando logora. E ora di rallegrarsi un po’.
THOM: Hai ragione. Cercherò di essere più solare. Al momento sono realmente eccitato pensando a ciò che potremmo fare, ma altrettanto, diciamo al 50 per cento del tempo, penso quanto sia vicino ad essere completamente banale. Suppongo sia quello che succede normalmente. La cosa migliore per noi è semplicemente continuare senza preoccuparsi di ciò che penserà la gente. La cosa che ci paralizzava nei primi due o tre mesi di registrazione di The Bends era proprio questo. Eravamo paralizzati dal pensare cosa eravamo supposti essere. E’ piuttosto difficile non amare l’attenzione. Ed entrai in una fase in cui andavo spesso a Londra ai party, e cose del genere. Parte di me voleva veramente farlo, voleva uscire e in qualche modo crogiolarsi in questo fottuto fulgore che pareva uscirmi dal culo, o qualunque cosa fosse, ma sai… Forse avrei dovuto farlo, ma non è cosa per me, ecco tutto. Non sono bravo a prendere complimenti, ma lo faccio. Credo sia soprattutto perché la gente ci ha messo dentro tutto questo peso e questa enfasi fino al punto di darti fastidio. Il motivo per cui ora sono fiero che la gente abbia apprezzato The Bends è il sapere quanto sia stato difficile da creare. Un disco è il documento di un periodo di tempo, e quello fu un periodo difficile, ed il fatto che alla gente piace veramente mi rende molto orgoglioso. Non mi importa certo chi vinca i Brit Awards, perché non importa a nessun altro.
THOM: Ho la sensazione che tu stia disperatamente cercando qualcosa contro cui combattere.
THOM: Non sono venuto qui per essere attaccato da te. Vai a farti fottere, ok? (ride)
THOM: Non mi stupisco che tu non parli molto: non sembri avere molto da dire, Thom.
THOM: Non credo di averne, infatti.
THOM: Ti piace ubriacarti in solitudine, allora, Thom?
THOM: Alcune cose se ne vanno, e mi piace, perché c’è una sorta di conforto in questo. Sei fuori di testa e sei da solo, ma sei un po’ alleggerito. Credo di avere qualche domanda per te, ora. Sei tu quello che mi sta provocando. Perché mi segui attorno dovunque?
THOM: Cosa intendi con seguirti attorno? Sono solo un’altra voce nel registratore a nastro, parte dell’intervista. E poi cosa vuol dire seguirti attorno?
THOM: Sai cosa intendo. Perché mi fai fare questa roba? Perché mi fai ferire la gente?
THOM: Ora mi ricordi un personaggio poco credibile tipo serial killer alla John Hurt
THOM: Non intendo ferire la gente, si dice di me che perda le staffe, e credo sia a causa della tua presenza attorno.
THOM: Credo ti stia inventando una storia per giustificare convenientemente la tua maleducazione.
THOM: Hai sempre una fottuta risposta, vero? Ha sempre una cazzo di risposta, tu.
THOM: Penso che questo suoni troppo come un thriller di serie B degli anni ’80, o qualcosa di simile. Ti stai sforzando di creare una qualche sorta di maschera, di persona. In ogni caso, non credo che questa sia davvero di pubblico dominio, non è vero?
THOM: No, non lo è, ma intanto questa è la prima volta che abbia mai parlato con te.
THOM: No, non è vero. Sono cazzate.
THOM: Ognuno di noi ha lati differenti, e perlomeno non nuoccio a nessuno. Eccetto forse i pesci nel laghetto. Credo che la casa possa essere infestata. Ti racconto dei pesci. Era il periodo di Natale, ed ho comprato questa casa, e c’erano due stupendi pesci orientali che vivevano in un laghetto in fondo al giardino, e la mia metà se ne era andata per alcuni giorni, ed una delle cose che mi scrisse su un biglietto era “curati dei pesci”, perché in quel periodo il ghiaccio e la neve coprivano il suolo. La neve era profonda circa due piedi, qualcosa di assurdo. Ora, ho lasciato morire questi pesci, perché non volevo saperne di essere fottutamente infastidito a prendere la roba, scendere in fondo al giardino e fare un piccolo buco nel ghiaccio per tenerli in vita. Così, quando alla fine mi ricordai che erano lì, li vidi pancia all’aria nel ghiaccio, ed uno di loro era…aveva la sua piccola bocca proprio accanto all’ultimo buco che era stato fatto nel ghiaccio. Un ultimo tentativo disperato di respirare, ed io me ne ero fottutamente disinteressato.
THOM: Povero piccolo Thom!
THOM: Tu sei lo stronzo che vuole farmi andare a letto con tutte queste donne. Ma non l’ho fatto, e non lo farò.
THOM: Ma sai bene che loro sono ancora qui.
THOM: Non credo siano affatto affari tuoi.
THOM: E invece lo sono, naturalmente.
THOM: Ok, allora, ma non credo sia affare di nessun altro.
THOM: Tutto è affare loro. E’ questo l’intero punto, Thom. Il nastro sta finendo. Hai qualcos’altro da dire in questa intervista piuttosto casuale che stiamo facendo?
THOM: Voglio dire che l’ho fatta per una ragione. Era una buona idea, perché volevo semplicemente scattare una fotografia diversa. Sai, un riflesso differente in una differente vetrina. Ma forse ho più o meno dimenticato cos’era ciò che volevo fare. Volevo che fosse una sorta di profonda esperienza psicologica. Volevo essere rinchiuso in una stanza per un giorno, ma essendo la mia vita quello che è, non potevo farlo.
THOM: Allora troviamo una domanda spiritosa per finire, ok? Dopo tutto, questo è parte dei media. Pensi che andrai mai in paradiso, Thom? O forse solo in cima alle classifiche?
THOM: Solo se riuscirò a liberarmi di te.
THOM: Assolutamente impossibile…

domenica 22 giugno 2008

404# system error

Devo imparare a teletrasportarmi e devo imparlare a farlo anche in fretta.

E devo pure farmi velocemente una doccia perchè mi si è rovesciato un calice di vino bianco addosso e puzzo da far schifo.

" I Wish I Was ... "
" I Wish I Was ... "
" I Wish I Was ... "
" I Wish I Was ... "
" I Wish I Was ... "
" I Wish I Was ... "

giovedì 19 giugno 2008

radiohead.milano.quack.

Senza parole. Concerto a dir poco meraviglioso.
Thom Yorke incredibile. Il più esaltato di tutti forse.
Partono con Reckoner e poi passano a 15 step; suonano gran parte di In Rainbows. Resto sconvolto quando passano a Airbag, A wolf at the door e Idioteque che come immaginavo è stata una delle performance più belle.
Poi attimo di panico dopo un'ora e qualcosa. Un timido "arrivederci" di Thom dopo essersi scatenato con Bodysnatchers lascia l'arena civica esterefatta; si spengono le luci e loro se ne vanno. Dopo quattro snervanti minuti di attesa,urla,fischi rientrano e Thom se ne esce con un tenero "ciao". Si riparte subito con House of Cards; a seguire una carrellata di canzoni di "vecchia data" tra cui Just,There there,2+2=5 e per concludere Paranoid Android eseguita in maniera eccezionale.
L'unico rimpianto è Creep che tanto aspettavo.
Ecco la scalletta completa comunque:
Setlist:
01. Reckoner
02. 15 Step
03. The National Anthem
04. All I Need
05. Nude
06. Airbag
07. The Gloaming
08. Dollars & Cents
09. Arpeggi
10. Faust Arp
11.
How To Disappear Completely
12. Jigsaw Falling Into Place
13. A Wolf At The Door
14. Videotape
15. Everything In Its Right Place
16. Idioteque
17. Bodysnatchers
encore #1:
18. House Of Cards
19. There There
20. Bangers N’ Mash
21. Just
22. The Tourist
encore #2:
23. Go Slowly
24. 2+2=5
25. Paranoid Android




Radiohead mostruosi. Esperienza fantastica.

Fantastica come la mia Papera. Tre giorni assolutamente bellissimi con te; ce li meritavamo.
E fra poco torno da te e stavolta resto per un bel,bel po'.

martedì 10 giugno 2008

human behavior

If you ever get close to a human
And human behaviour
Be ready to get confused
There's definitely no logic
To human behaviour
But yet so irristible
There's no map
To human behaviour
They're terribly moody
Then all of a sudden turn happy
But, oh, to get involved in the exchange
Of human emotions is ever so satisfying
There's no map
And a compass
Wouldn't help at all
Human behaviour



nologicnologicnologicnologicnologicnologicnologicnologicnologicnologicnologicnologic
nologicnologicnologicnologicnologicnologicnologicnologicnologicnologicnologicnologic
nologicnologicnologicnologicnologicnologicnologicnologicnologicnologicnologicnologic

No logic.
There's definitely no logic,damn.
And I don't understand.
You're terribly moody.

venerdì 6 giugno 2008

proud to be galfer?(ma anche no,grazie)











Siamo ridotti così.
Siamo arrivati alla fine della quarta e ci piove nei corridoi; e poi sull'annuario hanno anche la faccia tosta di scrivere che bisogna essere orgogliosi di fare parte del Galfer. Ma anche no,non mi sento per niente orgoglioso di far parte di una scuola di merda,dove l'organizzazione è pari a zero.
L'importante è che anche quest'anno sia finita,non si sa ancora come ma è finita; aspetto l'uscita dei tabelloni.
Detto questo mando con molto piacere a farsi fottere Leibniz,Newton,Locke,Hume,Vico,tutti gli illuministi,Kant e infine quell'infame che ce li fa studiare.
Lo sfogo post fine traumatica di un altrettanto traumatico anno scolastico è finito.
Grazie per la cortese attenzione.
Cià.

martedì 3 giugno 2008

countdown.



E noi ci saremo.
I Radiohead,Tu ed Io.
Non c'è bisogno che aggiunga altro.

E ormai mancano solo quattordici giorni.

domenica 1 giugno 2008

e anche se non c'è miele,mi viene dolce.



















Mi affogherei
e anche se non mi viene
io senza lei
e anche se non c'è miele
mi viene dolce
e penso sempre lo stesso
mi affogherei
Io senza lei
riesco appena a sentire
che non ci sei
e riesco appena a stupirmi
va tutto bene
e penso sempre lo stesso
mi affogherei...
Sto bene se non torni mai
Sto bene se non torni mai
Sto bene se non torni mai...
Mi affogherei
e anche se non conviene
io senza lei
e anche se non c'è miele
mi viene dolce
e penso sempre lo stesso
mi affogherei...
Sto bene se non torni mai
Sto bene se non torni mai

(Verdena - Valvonauta)


giovedì 29 maggio 2008

stato di allerta

Ogni santo giorno prego perchè una catastrafe colpisca quel lurido posto chiamato "Galfer" e lo faccia crollare o almeno chiudere.
Ogni santo giorno tranne oggi.
E nel momento stesso in cui dico che vorrei andare a scuola per levarmi il peso di un'interrogazione, arriva un'alluvione e il Galfer chiude.
Come se ci fosse il pericolo che un'onda anomala devasti la classe mentre La Torella spiega.

Ma vaffanculo va.

martedì 27 maggio 2008

vagamente psichedelico

"Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cazzo, scegliete lavatrice, macchine, lettori cd e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita, scegliete un mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici, scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo, scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina, scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi, scegliete un futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto qualcos'altro, le ragioni? Non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?"
(Mark Renton)

E fu così che lo studio del buon Tibullo e del bienno pre-rivoluzionario del 1846-48 degenerò nell'ascolto di questo monologo; il dvd è spuntato dal nulla sulla cassapanca dove c'è la tv e la tentazione è stata troppo forte.
E pensare che la prima volta che lo ascoltai non ci feci nemmeno molto caso.

E' strano come certe cose si apprezzino a pieno solo con il tempo.

La storia è una di quelle cose che invece non riuscirò mai e poi mai ad apprezzare però ora mi tocca.
Fottutissimi moti rivoluzionari.

domenica 25 maggio 2008

mardy bum


"..Tell me what I'm supposed to do,
With all these leftover feelings of you,
'Cause I don't know,
And tell me how I'm supposed to feel,
When all these nightmares become real,
'Cause I don't know.."


E fuori piove ancora.
Cazzo piove quasi da due mesi.
Già la domenica è una giornata noiosa,se ci si mette pure una pioggerellina fitta e un'aria particolarmente umida diventa ultranoiosa,per dirla alla maniera dei Verdena.
Non vedo l'ora che inizino le belle giornate per intraprendere la mia ambiziosa(ma anche no) carriera da fotografo;in settimana dovrebbe anche arrivare la digitale nuova.

Bè ora dovrei studiare ma ho talmente tante cose da fare che non so da dove iniziare; credo che non inizierò affatto,non so perchè ma mi sembra sempre la soluzione migliore.

Piuttosto vado a fare qualcosa di produttivo,tipo guardare un film e fumare una sigaretta.


"...So leave me, at the Roadside..."





giovedì 22 maggio 2008

leapin' lizards

[...]
"Thyself away art resent still with me;
For thou not farther than my thoughts canst move,
And I am still with them and they with thee;
Or, if they sleep, thy picture in my sight
Awakes my heart to heart's and eye's delight."



Shakespeare,sonetto 47.
Avessi letto o sentito questo sonetto a scuola non ci avrei nemmeno fatto caso, ma siccome l'ho sentito uscire dalla bocca di Gill Grissom direttamente da C.S.I. mi ha colpito. Non lo so, quei versi sembrano familiari, mi riguardano molto da vicino.

Sarà che ultimamente penso quelle cose ogni giorno.
Sarà che in questo modo mi sembra di avere meno difficoltà a dirti quelle cose,anche se le sai già.

Avevo voglia di scrivere qualcosa per te,ma come ben sai non sono così bravo a scrivere; e poi non so, il mix shakespeare-csi mi sembrava adatto e carino.

Tutto qui papera,mi manchi e non vedo l'ora di dirtele ancora dal vivo tutte queste cose.


Bene,ho perso abbastanza tempo,torno da Kant.
E' stato un piacere allietarvi con questo intervento.
Arrivederci.



mercoledì 21 maggio 2008

Odiate i silenzi?

"Non odii tutto questo?

Odio cosa?
I silenzi che mettono a disagio. Perchè sentiamo la necessità di chiaccherare di puttanate per sentirci più a nostro agio?
Non lo so, è un'ottima domanda.

E' solo allora che sai d'aver trovato qualcuno di speciale; quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento, e condividere il silenzio in santa pace."



La domenica è un'ottima giornata per (ri)vedere film già visti.
E infatti domenica ho rivisto Pulp Fiction al posto che studiare chimica; è stata una grande scelta, tanto di chimica non avrei capito comunque niente. Il film invece fa capire un paio di cose interessanti (almeno più interessanti delle ossidoriduzioni).

Alla prossima.
Cià.

lunedì 19 maggio 2008

prima o poi


(mi sparerai alle spalle)

credi in ciò che fai,

senza lacrime mi distuggerai,

senza lacrime ti addormenterai.



Intervento fatto per ammazzare il tempo, prima che lui ammazzi me.

sabato 17 maggio 2008

not my dream




Abbiamo l'abitudine di affidare i sogni al cielo, come se guardando quelle nuvole lassù trovassimo qualche risposta.

Apro la finestra e vedo quattro palazzi enormi che a momenti coprono quelle poche nuvole che ci sono; vedo antenne, automobili, tende di tutti i colori e nemmeno un sogno.

Inoltre piove, ancora. Piove spesso a Torino ultimamente.
E io invece voglio un cielo limpido.


"And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very very
Mad world
Mad world"

giovedì 15 maggio 2008

Dejà vù

"Già visto" o "Già vissuto". Fenomeno molto comune; viene attribuito a persone che soffrono di schizofrenia e ansietà. Bè,schizofrenico ancora non lo sono diventato ma ansioso si e anche parecchio.
Ogni mattina per me è la stessa storia, lo stesso "dejà vù"; arriva l'ora della sveglia, mi alzo dal letto, metto le pantofole e tiro sù i cuscini che durante la notte son finiti sul pavimento; vado a far colazione, mi lavo la faccia e prendo coscienza della giornata che mi aspetta. La reazione è sempre la stessa,solita bestemmia e poi la solita ansia, troppa ansia, soprattutto nell'ultimo periodo.

Sono stanco.

Ho un'incredibile quantità di ore di sonno da recuperare e invece sono qua come un cretino a studiare le più svariate e inutili (secondo il mio modestissimo parere) materie.

Dopo questa pausa, ora direi che posso riprendere a studiare,tanto per cambiare; oggi è il turno di Romeo e Giulietta.
Arrivederci.


(tanto per rimanere in tema)


mercoledì 14 maggio 2008

Brand New Start



Ebbene si,oggi apro ufficialmente questo blog,con la speranza che non faccia la fine dei precedenti; "dividing opinions" nasce dalla voglia (strana,per quanto mi riguarda,ma è così) di scrivere. Non fate caso all'attuale aspetto spoglio del blog,con il tempo cercherò di migliorarlo.
Il titolo è tratto dall'omonimo album dei Giardini di Mirò.

Mancano circa venti giorni alla fine della scuola e la situazione per me non è delle migliori,speriamo bene.

Avrete presto mie notizie,
Cià.