martedì 27 maggio 2008

vagamente psichedelico

"Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cazzo, scegliete lavatrice, macchine, lettori cd e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita, scegliete un mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici, scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo, scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina, scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi, scegliete un futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto qualcos'altro, le ragioni? Non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?"
(Mark Renton)

E fu così che lo studio del buon Tibullo e del bienno pre-rivoluzionario del 1846-48 degenerò nell'ascolto di questo monologo; il dvd è spuntato dal nulla sulla cassapanca dove c'è la tv e la tentazione è stata troppo forte.
E pensare che la prima volta che lo ascoltai non ci feci nemmeno molto caso.

E' strano come certe cose si apprezzino a pieno solo con il tempo.

La storia è una di quelle cose che invece non riuscirò mai e poi mai ad apprezzare però ora mi tocca.
Fottutissimi moti rivoluzionari.

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